Jessica Risso: " Mi piace eccitare .."

Jessica Risso: " Mi piace eccitare .."

Jessica Rizzo regina incontrastata del porno amatoriale, si racconta di come è iniziata la sua carriera nel mondo del porno; dai video caserecci al privè multisala di Roma. “All’inizio io e mio marito facevamo i nostri filmati indossando le mascherine e le parrucche, siamo stati tra i primi a trattare il tema della trasgressione nella coppia. Era un genere realistico, mostrava anche le defaillance dei protagonisti perché non è vero che va sempre tutto bene”.

Il mondo della pornografia è vasto e variegato, tra i generi erotici c’è n’è uno, quello di Jessica Rizzo che hanno segnato l'evoluzione casalinga, lei ci ha costruito la sua carriera , perché è stata proprio lei, insieme al marito Marco, a fare del sesso amatoriale una categoria di successo in Italia e nel mondo.

“ All'inizio facevamo i nostri filmati con maschere e parrucche per renderci irriconoscibili, sai veniamo da una realtà piccola come Fabriano, la gente che mormora, le maldicenze. Evidentemente non è bastato e quando la nostra identità venne a galla si sollevò uno scandalo indicibile, quindi decidemmo di mostrarci per quello che eravamo”. A raccontare è la pornoattrice, l'hard casereccio made in Italy aveva visto la luce, di lì a poco sarebbe diventato una replica credibile e molto meno patinata dei film a luci rosse professionali.

Partiamo dall'inizio. Jessica Rizzo arriva da una famiglia molto tradizionale. Sono gli anni Ottanta e il sesso a casa è un tabù.

“Non se ne parlava proprio. Avevo dieci anni e un gruppo di ragazzini mi fece un indovinello: "Sul tavolo ci sono un martello e una sega. Se io ti tiro il martello, tu che fai?", mi domandò uno. "Ti tiro una sega", dissi io, ingenua. Quelli ridevano e io non sapevo perché. Andai a casa e chiesi spiegazioni. "Da grande capirai", mi dissero i miei. Come succedeva spesso, quello che c'era da sapere sul sesso lo appresi dalle mie amiche”.

Prima volta tardi: a 18 anni. Con Marco, che poi è diventato tuo marito.

“Ho attraversato tutte le fasi dell'evoluzione sessuale. Dalla donna sottomessa e servizievole alla rivoluzione femminile. C'era questa mentalità: se lei si concede è una puttana, se lui ha l'harem è un macho. Non mi andava bene, mi sono ribellata”.

“Ero una ragazza ingenua. La prima volta che presi un pene in mano mi sembrava un manico di scopa. Poco eccitante, non sapevo cosa farci. Non ne avevo mai visto uno. Il primo è stato quello del mio futuro e attuale marito. Abbiamo avuto il primo rapporto dopo sei mesi di fidanzamento. Gliel'ho fatta sudare ma dopo mi sono rifatta”.

Davvero ti stuzzicava fare sesso davanti a una telecamera?

“Sì. Abbiamo cominciato da soli con la telecamerina. Ma era poco eccitante. Mi piaceva l'idea di un cameraman intorno che cogliesse i dettagli. All'epoca c'era Fermo Posta, dove lasciavi gli annunci per incontrare altre coppie scambiste. Poi abbiamo conosciuto i primi registi amatoriali, presto siamo entrati nel giro dei trasgressivi. È stato tutto molto naturale”.

Oggi Jessica Rizzo, 57 anni il prossimo 21 aprile e studi di ragioneria in gioventù, guarda alla sua carriera nel porno con la partecipazione divertita che ne animava le performance vietate ai minorenni. Quando ha iniziato la sua carriera aveva 26 anni.

Due anni fa è diventata testimonial di Atlantis, «Club privé multisala» e multi-offerta, dove la clientela, in coppia o in solitario, accorre in cerca di emozioni al buio nelle dark room - stanze oscure, appunto - dove può capitarvi chiunque, si può osservare gli altri far sesso, dedicarsi agli scambi oppure nelle serate a tema per single. C'è continuità nella vita professionale di questa ragazza di provincia che si inventò pornostar nella propria camera da letto in compagnia e con la collaborazione del marito.

Eugenia, questo il suo vero nome, in arte Jessica , dal 1991 ha realizzato 250 film hard per mollare il set quindici anni più tardi, ma l'idea del sesso clandestino organizzato, resiste nel suo mestiere attuale di manager di privé: “Io e mio marito siamo stati i primi a trattare la trasgressione delle coppie, penso che essere leali e sinceri faccia durare un'unione tutta la vita. Se tutto viene fatto alla luce del sole non cominciano i tradimenti”.

Jessica Rizzo h scritto anche un libro, la sua biografia dal titolo “Nata bene”, D Editore, in cui racconta come la fantasia esibizionistica di riprendersi con una videocamera abbia illuminato la nuova via all'hard privato. Ma racconta anche di una dimensione più personale, più intima, quella di una donna rimasta accanto alla stessa persona per tutta la vita, oggi cosa rara, le coppie si sfasciano dopo pochi anni di matrimonio. Nella vita privata dedica molto del suo tempo libero agli animali, soprattutto ai cagnolini: “Ne ho salvati una quarantina, dalla strada e dal canile, e a casa mia a Roma ne ho cinque. Tre di loro dormono sul mio letto. Non potrei farne a meno”.

Non hai avuto figli perché?

“Per motivi di lavoro non avevo tempo e non puoi lasciare un figlio da solo. Poi non è facile, non sai neanche come potrebbe prendere un lavoro come il mio, così ho lasciato perdere”.

La carriera ti ha portato anche oltre oceano.

“Si, dopo il successo in Italia, il passo successivo mi portò a Hollywood entrai nelle produzioni contrassegnate a tripla X, col regista di Gola profonda Gerard Damiano.

Nel corso della mia carriera ho fondato anche una casa editrice che pubblicava una quindicina di testate, da li la mia trasformazione, sono passata da attrice a regista a imprenditrice”.

Il successo di una formula basata sull'eccitazione di chi guarda dal buco della serratura i vicini che fanno sesso, raggiunse dimensioni tali da superare, in fatto di vendita, le performance ben più atletiche delle star del porno.

“Sai perché? Il nostro era un genere realistico, che mostrava buone performance erotiche così come anche le défaillance dei protagonisti dei video, ciò che vedevi era ciò che accade normalmente nella realtà. Sai perché funzionavamo? Noi eravamo la coppia trasgressiva, ricordavamo persone comuni, che faceva performance hard davanti alla telecamera. Io non volevo neanche diventare famosa, era un gioco che mi eccitava, mica un lavoro”.

Jessica ammette di sentirsi sempre un po' esibizionista:

“Mi piace ancora adesso far eccitare le persone, così come il fatto che mi guardino con un certo sguardo, ma poi faccio cose normali: vado a fare la spesa, mi piace mangiare, dormire le mie sette-otto ore a notte, mi piacciono le comodità, e non ho mai fatto sport, se non le passeggiate a primavera”.

C’è ancora trasgressione nella tua vita?

“Assolutamente si. Magari, chi lo sa, a settant'anni farò una casa di riposo hard per anziani con bastone e dentiera...”. Ride divertita.